Diciassette alunni su diciotto di una seconda elementare di Bari hanno chiesto il nulla osta per poter cambiare istituto o sezione pur di non stare in classe insieme a un bambino di sette anni con diagnosi di Adhd, disturbo del deficit dell’attenzione e dell’iperattività.

Diciassette alunni su diciotto di una classe seconda della scuola elementare Re David di Bari hanno chiesto il nulla osta per poter cambiare istituto o sezione pur di non frequentare le lezioni insieme a un bambino di sette anni con diagnosi di Adhd, disturbo del deficit dell'attenzione e dell'iperattività che comporta difficoltà d’attenzione e concentrazione e iperattività. Il bimbo non riesce a controllare la sua attività rispetto al tempo e a degli obiettivi.  E' stata la mamma del piccolo a sollevare il caso inviando una lettera a televisioni e giornali e chiedendo una soluzione.


Lunedì il bambino non ha trovato nessuno dei suoi compagni di classe
Lunedì mattina, il 26 novembre, il bambino è arrivato a scuola senza trovare nessuno dei suoi compagni: ha subito capito che c'era qualcosa di molto strano, infatti alla mamma ha chiesto: "E' stata colpa mia?". La donna non sapeva darsi una spiegazione, e solo dopo un po' ha visto la comunicazione appesa dalla dirigente scolastica accanto alla porta: “I genitori di dieci alunni della classe non accettano la permanenza dei propri figli nella stessa, di conseguenza i loro bambini vengono temporaneamente affidati ad altre classi”. Il bimbo e la madre quella mattina sono stati costretti poi ad attendere in cortile prima di avere la comunicazione ufficiale che per il bambino non c’era più posto in quella classe. Il piccolo sarebbe stato affidato a una maestra con la quale avrebbe fatto lezione da solo in laboratorio, restandoci anche nel pomeriggio. I genitori hanno contattato subito l’Ufficio scolastico Regionale ottenendo il suo trasferimento in una classe in cui però non aveva neanche il banco.

“Mio figlio ha diritto al sostegno in deroga, ma dovrebbe arrivare a dicembre – ha scritto la mamma, che ha ottenuto il riconoscimento della Adhd quattro mesi fa – Dopo numerose riunioni trasformatesi in una caccia alle streghe, i genitori dei compagni di classe hanno deciso di trasferire i loro figli presso altri istituti o altre sezioni a tempo pieno, in quanto non gradiscono la presenza del bambino in classe, perché temono che mio figlio possa far male ai propri figli e che la didattica vada a rilento per gestire la sua situazione".

La replica della scuola: "Cerchiamo di mediare, situazione difficile"
La replica della scuola: “Siamo amareggiati dal polverone che sta sollevando questa vicenda – risponde la dirigente – Abbiamo 29 bambini con bisogni speciali e ne stiamo per accogliere un altro che arriva da Brindisi, senza problemi. Abbiamo gestito una situazione molto difficile e delicata, cercando di mediare tra le esigenze di tutti. Per tutelare i bimbi non possiamo rivelare dettagli della storia, ma possiamo certamente dire che il bambino non è rimasto solo tutto il giorno e che forse sarebbe bastato non esasperare gli animi”.